LA TRASPARENZA RETRIBUTIVA IN PILLOLE

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La Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva, in fase di recepimento in Italia mediante decreto (attualmente in bozza), mira a garantire la parità salariale tra uomini e donne per lavori uguali o di pari valore. Il problema principale individuato è la mancanza di trasparenza nei sistemi retributivi e l’assenza di strumenti efficaci per correggere le discriminazioni.

Il decreto introduce obblighi di trasparenza in due momenti: prima dell’assunzione e durante il rapporto di lavoro. In costanza di rapporto, i datori devono rendere accessibili i criteri retributivi e di progressione economica. I lavoratori hanno diritto di richiedere per iscritto i livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, ricevendo risposta entro 2 mesi. È vietato impedire ai lavoratori di rendere nota la propria retribuzione.

Dal 7 giugno 2027, i datori con almeno 150 dipendenti dovranno fornire informazioni sul divario retributivo di genere. Se il divario supera il 5% in una categoria senza giustificazione, il datore dovrà effettuare una valutazione congiunta con i sindacati per rimuovere l’anomalia.

Prospetto riepilogativo

Elemento Dettaglio
Normativa di riferimento Direttiva UE 2023/970 + decreto di recepimento italiano (in bozza)
Obiettivo Garantire parità retributiva tra generi per lavori uguali o di pari valore
Problema identificato Mancanza di trasparenza retributiva e scarsa efficacia degli strumenti anti-discriminazione
Ambito di applicazione Trasparenza retributiva prima e durante il rapporto di lavoro
OBBLIGHI IN COSTANZA DI RAPPORTO
Criteri da rendere accessibili • Criteri per determinare la retribuzione
• Livelli retributivi per stesso lavoro o lavoro di pari valore
• Criteri di progressione economica (ove esistenti)
Esenzioni • Datori con meno di 50 dipendenti (per criteri di progressione)
• Datori senza criteri di progressione
Assolvimento tramite CCNL Rinvio alla contrattazione collettiva per datori che applicano CCNL di sindacati rappresentativi
DIRITTO DI INFORMAZIONE DEL LAVORATORE
Cosa può richiedere Livelli retributivi medi (RAL e retribuzione oraria lorda), ripartiti per sesso, per categorie di lavoratori con stesso lavoro o lavoro di pari valore
Modalità di richiesta Per iscritto, anche tramite rappresentante sindacale o organismi di parità
Termine di risposta Entro 2 mesi dalla richiesta
Forma della risposta Scritta, anche tramite portale aziendale
Chiarimenti ulteriori Possibili in caso di informazioni imprecise/incomplete, con risposta motivata del datore
Informativa annuale Il datore informa tutti i lavoratori del diritto e delle modalità di esercizio
DIVIETI E TUTELE
Clausole vietate Divieto di clausole che impediscano al lavoratore di rendere nota la propria retribuzione
Limiti all’uso delle informazioni Le informazioni ricevute sono utilizzabili solo per esercitare il diritto alla parità retributiva, senza conoscere direttamente/indirettamente condizioni economiche individuali altrui
REPORTING SUL DIVARIO DI GENERE (dal 7.6.2027)
Soggetti obbligati Datori con almeno 150 dipendenti
Contenuto Informazioni sul divario retributivo di genere per categoria di lavoratori (salario base + componenti complementari/variabili)
Destinatari • Lavoratori
• Organizzazioni sindacali
• Ispettorato del Lavoro (su richiesta)
Soglia critica Divario ≥ 5% tra lavoratori di sesso diverso in una categoria
Azione correttiva Valutazione congiunta con organizzazioni sindacali per rimuovere l’anomalia se divario non motivato/sanato

Avvertenza: il decreto è attualmente in bozza; termini e modalità applicative potrebbero subire modifiche in sede di approvazione definitiva

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